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icon1 icon2 Banca dati delle sentenze (Corte dei conti)

Il database, tramite opportuni criteri di ricerca, permette di ottenere informazioni giunte a sentenza relative alle azioni giudiziali promosse presso la Corte dei conti dalle pubbliche amministrazioni a seguito di danno patrimoniale interno (amministrativo o contabile) a queste cagionato dai propri dipendenti. In particolare è possibile ricavare specifiche informazioni relative alle 'azioni di rivalsa' intentate dalle rispettive amministrazioni di appartenenza (civilmente responsabili in solido con i propri funzionari o dipendenti ai sensi dell'art. 28 Cost.) nei confronti delle persone fisiche che, in ragione dell'attribuzione di funzioni proprie danti luogo a rapporto di 'immedesimazione organica', sono "direttamente responsabili di atti compiuti in violazione di diritti" del paziente (ad esempio, danni personali da errori medici o altre responsabilità di natura civile per inadempimenti e danni). Molto spesso il risarcimento conseguente ai terzi è assunto dall'amministrazione corresponsabile mediante la c.d. 'surroga', salvo diritto di 'rivalsa'; quest'ultima è tuttavia riconosciuta soltanto quando tali atti lesivi risultino di particolare gravità (siano cioè dovuti a colpa grave o dolo della persona fisica - che vanno dimostrati dall'amministrazione attrice in giudizio). Per estrarre le sentenze di tal tipo è possibile impostare, nel pannello di ricerca, l'opzione 'Responsabilità' nella sezione 'Materia' ed inserire nel campo testo la parola/e desiderata/e (ad esempio: 'paziente'). Si possono anche filtrare le sentenze secondo altre fattispecie notevoli di danno erariale: tipicamente quelle connesse a vari e numerosi delitti contro la pubbilca amministrazione di cui al libro II Capo II cod. pen. quali la corruzione, la concussione, l'abuso d'ufficio, la truffa aggravata, il falso in atti pubblici, il peculato, la malversazione, etc. Buona ricerca!

icon1 icon2 "Le lievi scosse non sono un avviso" (La Stampa.it, 03/06/2010)

Manca a mio avviso qualcosa nel titolo ed è questo: "... nemmeno di tranquillità".

icon1 icon2 Sisma dell’Aquila, indagata la Commissione “Grandi rischi” (Il Secolo XIX.it, 03/06/2010)

Ho sempre pensato che ci siano cose imperdonabili. Tra queste l'omissione di informazione che fu perpetrata dalla Commissione Grandi Rischi il 31/03/2009 ai danni della popolazione d'Abruzzo. Incapaci superpagati che per premiare il proprio desiderio di vanità fecero morire 300 persone. Ragioni abiette e futili. Siccome non pretendo che tutti la pensino come me né mi arrogo il potere di comminare la giustizia, esposi il mio pensiero in forma di denuncia alla Procura della Repubblica dell'Aquila (http://docs.google.com/fileview?id=0B335EMKBO35ONTNlNmE5NmUtNjNlNS00MDNhLWE0OTItODdjOTUxN2JmNzMx&hl=en_GB). Oggi come Renzo Tramaglino, penso: "C'è giustizia a questo mondo!"

icon1 icon2 Dall'Agcom multa a Tg1 e Tg5. "Squilibrio a favore del Pdl" (la Repubblica.it, 25/03/2010)

Comminate (all'unanimità!) due sanzioni da 100 mila euro ciascuna a Tg1 e Tg5 per lo "squilibrio tra Pdl e Pd" e la "marginale presenza delle nuove liste" e, in più, un richiamo a tutte le emittenti ad "attuare un immediato riequilibrio" tra le forze politiche in vista delle Regionali. E intanto, per i fascicoli inviati da Trani relativi allo stralcio dell'inchiesta Rai-Agcom, la Procura di Roma iscrive Berlusconi nel registro degli indagati. Viene da pensare che la reprimenda Agcom - sorprendente e tardiva - sia fatta per allontanare (più che altro, per esorcizzare) ben più gravi e maturi sospetti giudiziari proprio su un'Agcom per certo a corto di credito.

icon1 icon2 L'ultimo numero di B. (L'espresso, 20/03/2010)

Non che i numeri siano importanti più di tanto in democrazia. "La sovranità appartiene al[la maggioranza del] popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione". Il consenso è cioé non plenipotenziario ma sub lege. Quello che è importante sottolineare è l'ennesima, colossale menzogna del Governo. E che chiunque contraddice il Governo recandogli dispiacere è destituito di qualsiasi dignità. Stavolta è la volta della Questura di Roma. Avanti il prossimo...

icon1 icon2 Ospedali senza medici (di Paolo Biondani, Olga Piscitelli, Massimo Rossignati - L'espresso, 18/03/2010)

Mancano i dottori: 39mila in meno in cinque anni. Pensionati a 58 anni dalla norma Brunetta. Niente turnover. Così i pronto soccorso collassano e le liste d'attesa si allungano. Ma le regioni si ribellano.

icon1 icon2 Inchiesta sanità, arrestato a Bari l'ex vicepresidente della Regione (di Mauro Favale - la Repubblica.it, 18/03/2010)

Sanitopoli pugliese - Fronte sinistrorso (Giunta Vendola, periodo 2005-2010). L'esponente PD accusato di corruzione, turbativa d'asta e associazione a delinquere.

icon1 icon2 Berlusconi indagato per minacce e concussione. Il Cavaliere: "Quell'inchiesta è uno scandalo" (la Repubblica.it, 15/03/2010)

Quindi il Fatto Quotidiano aveva ragione. L'inchiesta Rai-Agcom esiste, il fatto è ipotizzabile come reato. Ora si tratta di provare che il fatto sussiste. I procedimenti penali si occupano per l'appunto di questo aspetto. Per il resto la ragionevolezza penale e non penale rende il fatto compatibile al comportamento che di lui ci è supernoto. In perfetto stile berlusconiano: o corrompe o minaccia; sempre interferisce facendosi privata giustizia diretta e violenta delle proprie ragioni, senza passare dalle autorità competenti secondo le procedure previste. Va solo aggiunto che sicuramente non è fuori luogo ipotizzare che Silvio Berlusconi abbia anche minacciato il Capo dello Stato impedendone o turbandone le funzioni ai sensi dell'art. 289 cod. pen. una decina di giorni fa, quando fu emanato il decreto-legge salva-liste.

icon1 icon2 Legittimo impedimento, via libera del Senato. "Stop" alle udienze per premier e ministri (la Repubblica.it, 10/03/2010)

E' una pantomima... una presa in giro del Paese e del suo ordinamento giuridico. Ripresentare ostinatamente e/o strumentalmente provvedimenti legislativi sulla falsariga dei Lodi Schifani e Alfano già bocciati dalla Corte costituzionale, dovrebbe essere considerato un affronto, un attentato alla Costituzione a tutti gli effetti.

icon1 icon2 Alla Asl il profitto è privato (di Daniela Minerva - L'espresso, 09/03/2010)

Sono arrivati i dati ufficiali: la legge che permette ai medici di lavorare in proprio negli ospedali pubblici fa guadagnare tutti tranne la collettività. Un flop clamoroso, figlio di una legge ingiusta.

icon1 icon2 Bolzaneto, sentenza ribaltata: tutti colpevoli (di Massimo Calandri - la Repubblica.it, 06/03/2010)

Ricordiamo i reati prescritti e relative pene stabiliti in 1° grado per i 5 medici vergognosamente operanti presso la caserma di Bolzaneto: Giacomo Toccafondi, coordinatore, accusato di abuso di atti d’ufficio e di diversi episodi di percosse, ingiurie e violenza privata, (3 anni, 6 mesi e 25 giorni di reclusione); Aldo Amenta 2 anni, 8 mesi e 15 giorni; Adriana Mazzoleni, 2 anni, e 3 mesi; Sonia Sciandra, 2 anni, 8 mesi e 25 giorni; Marilena Zaccardi, 2 anni, 3 mesi e 20 giorni. Ora aspettiamo una vera riforma del codice penale: l'introduzione del reato di tortura, al momento non contemplato dal nostro ordinamento in spregio alle convenzioni internazionali dell'ONU (1984) e del Consiglio d'Europa (1987). Ricordiamo che la prima di queste convenzioni è stata sottoscritta dall'Italia il 04/02/1985 e ratificata il 12/01/1989; mentre la seconda è stata sottoscritta il 26/11/1987 e ratificata il 29/12/1988.

icon1 icon2 Liste, varato il dl. Opposizione in rivolta. Via libera del Colle: interpreta la legge (la Repubblica.it, 05/03/2010)

Attenzione, dirò che il Re è nudo. Ne sono pienamente consapevole e me ne assumo la piena ed esclusiva responsabilità. Il 1° MANIFESTO e SUFFICIENTE profilo di illegittimità (ordinaria e costituzionale) del decreto-legge salva-liste è questo: il Governo non può adottare (ed il Presidente della Repubblica non può, quindi, emanare) decreti-legge in materia elettorale. Il 1° MANIFESTO e SUFFICIENTE profilo di illegittimità (ordinaria e costituzionale) del decreto-legge salva-liste è questo: il Governo non può adottare (ed il Presidente della Repubblica non può, quindi, emanare) decreti-legge in materia elettorale. La questione, se il divieto appena enunciato è vero, sarebbe chiusa in partenza, senza nemmeno la necessità di avere il decreto-legge in mano, di aprirlo e di leggerlo (ogni altra considerazione diventa a questo punto irrilevante). *** Dimostrazione giuridica: La Costituzione italiana, dopo aver sancito (art. 70) http://www.camera.it/cost_reg_funz/345/348/430/listaarticoliduelivelli.asp#Nuova_Risorsa_2002109105714 che "La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere", stabilisce per ciascuna Camera (art. 72)http://www.camera.it/cost_reg_funz/345/348/430/listaarticoliduelivelli.asp#Nuova_Risorsa_2002109105810: - quale sia la procedura NORMALE di esame ed approvazione di un disegno di legge: "Ogni disegno di legge, presentato a una Camera è (...) esaminato da una Commissione e poi dalla Camera stessa, che l'approva articolo per articolo e con votazione finale." (comma 1); - che il regolamento della Camera interessata possa stabilire procedimenti abbreviati (comma 2) e deferiti a Commissioni (comma 3);- che la procedura NORMALE di esame ed approvazione è sempre obbligatoria per i progetti di legge in materia costituzionale ed elettorale, di delegazione legislativa, di autorizzazione alla ratifica di trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi (comma 4). Dalla stessa logica di obbligo di rispettare la procedura NORMALE di esame ed approvazione imposta a ciascuna camera dall'art. 72 Cost. discende l'ovvio chiarimento che "Il Governo non può, mediante decreto-legge: a) (...); b) provvedere nelle materie indicate nell'articolo 72, quarto comma, della Costituzione" (art. 15 Legge 23 agosto 1988, n. 400 http://www.italgiure.giustizia.it/nir/lexs/1997/lexs_347807.html). Più chiaro di così... La Costituzione non l'ha violata solo il Consiglio dei Ministri che ha deliberato il decreto-legge salva-liste, ma - MOLTO PIU' GRAVEMENTE - il Presidente della Repubblica che lo ha emanato. La più alta carica dello Stato. Il garante dell'equilibrio costituzionale tra i poteri dello Stato. E' stato proprio lui ad infrangerli *** Io, Claudio Solarino, - non riconosco la legittimità di quel decreto. Per me è un atto nullo. Invito le amministrazioni e i tribunali a disapplicarlo, come se non esistesse.- accuso il Presidente della Repubblica di grave incapacità di adempiere ai suoi doveri istituzionali, salva ogni più grave ipotesi di alto tradimento e attentato alla Costituzione della Repubblica (ipotesi a cui personalmente sono propenso a credere - viste le sospette circostanze temporali dell'emanazione, avvenuta nottetempo ed alla vigilia di un week end). Sono fermamente convinto che si debba procedere alla messa in stato d'accusa del Presidente Napolitano ai sensi dell'art. 90 Cost. http://www.camera.it/cost_reg_funz/345/348/431/listaArticoli.asp#Nuova_Risorsa_200210911714. Chiedo che il Parlamento in seduta comune, unico titolato alla messa in stato d'accusa del Presidente Napolitano, proceda immediatamente ad azionare la procedura di impeachment.

icon1 icon2 Venduti! Venduti! Venduti! (di Claudio Messora - Byoblu.com, 26/02/2010)

Dicevamo: nel nostro ordinamento prescrizione ed assoluzione sono due cose molto diverse e i giornalisti lo sanno molto bene. La Cassazione ha prescritto il reato di corruzione in atti giudiziari per decorrenza dei termini ma nel contempo ha confermato che il fatto sussiste. Quindi possiamo con certezza giudiziariamente convalidata dire: 1) che David Mills è stato corrotto per alterare la sua deposizione giudiziaria; 2) che chi lo corruppe fu Silvio Berlusconi. Potete votare chi vi pare ma abbiate questa informazione nella vostra sporta informativa. Ciò detto, non si capisce come il TG1 operi una non veritiera equiparazione della 'prescrizione' concessa a Mills ad 'assoluzione'. Le cose vanno correttamente chiamate con il loro nome e l'assimilazione operata va rigettata come falsità sin dal piano teorico dell'analisi giuridica. Obbligo (l'unico, ma necessario) dell'informazione è quella di essere rispondente a verità di rappresentazione. Verità rispetto ad opinioni. Verità rispetto a fatti. Obbligo di riferire tale verità all'uno o all'altro. Una prima domanda interessante può essere questa? Quale è il movente per il quale il massimo organo di informazione pubblica radiotelevisiva sceglie deliberatamente di operare una falsificazione della realtà emergente in atti penali dal caso Mills?

icon1 icon2 La prova delle menzogne (di Giuseppe D'Avanzo - la Repubblica.it, 26/02/2010)

Menzogna e spergiuro: "Ho dichiarato pubblicamente, nella mia qualità di leader politico responsabile quindi di fronte agli elettori, che di questa All Iberian non conosco neppure l'esistenza. Sfido chiunque a dimostrare il contrario" (Ansa, 23 novembre 1999). "Non conosco David Mills, lo giuro sui miei cinque figli. Se fosse vero, mi ritirerei dalla vita politica, lascerei l'Italia" (Ansa, 20 giugno 2008).

icon1 icon2 Un G8 da 500 milioni (di Primo Di Nicola - L'espresso, 25/02/2010)

Tra la Maddalena e L'Aquila speso oltre mezzo miliardo per tre giorni di vertice. Con appalti affidati ai soliti amici. Ecco la lista di tutti gli sprechi della megalomania del premier.

icon1 icon2 Processo Mills, la Cassazione: "Condanna annullata, il reato è prescritto" (la Repubblica.it, 25/02/2010)

Poco da aggiungere ma determinante. Allo storico (e a chi interessa giudicare il proprio tempo ed i suoi protagonisti anche grazie a documenti giudiziari penali, al di là degli aspetti meramente processuali) interessa sapere che IL REATO FU CONSUMATO, benché lo stato dichiari di rinunciare (e la ragionevolezza di tale rinuncia dovrebbe costituire un capitolo di discussione a parte) a perseguirlo.

icon1 icon2 Mi hai rotto le palle, Silvié! (di Claudio Messora - Byoblu.com, 24/02/2010)

Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. Un po’ come dire: le mafie ti eleggono ma poi ti sfruttano. Papponi e puttane, ‘ndrangheta e politici: le stesse geometrie. Il senatore Nicola Di Girolamo (PdL) è stato eletto con i voti della ‘ndrangheta, grazie all’imprenditore romano Gennaro Mobkel. Se avete ancora un solo dubbio su come e per conto di quali interessi legifera un politico ricattabile, date un’occhiata a queste intercettazioni.

icon1 icon2 "Tangenti pulite e fatturate", il business consulenze d'oro (di Giuseppe D'Avanzo - la Repubblica.it, 22/02/2010)

Ecco la ricchissima tangente sistematica, pulita e regolarmente fatturata che il comitato ristretto d'affari installatosi ai vertici del ricco piatto della Protezione civile (forse su iniziativa di uomini di governo) paga al suo drappello di professionisti dello statu quo per mantenere la sua rendita di posizione. Costo allo Stato, solo per manipolare la giustizia arbitrale circa, 350 milioni di euro l'anno (di cui 25 milioni l'anno agli 'arbitri'). "La Protezione civile ha centinaia di consulenti. (...) I consulenti possono tirar su centinaia di migliaia di euro o anche trentamila euro per pochi giorni di lavoro e senza alcuna fatica o competenza. Le fumisterie degli incarichi corrispondono all'assoluta arbitrarietà degli ingaggi e delle selezioni, spesso direttamente decise da Guido Bertolaso. Tuttavia, se si guarda con attenzione ai nomi dei consulenti, alle loro famiglie e relazioni e ruoli pubblici, si intravede una razionalità e un disegno. Nelle liste dei consulenti delle più bizzarre e ben pagate consulenze, ci sono coloro che direttamente possono proteggere il sistema che si è creato negli interstizi operativi della Protezione civile. La consulenza non è altro che "una tangente pulita e fatturata" per tener buono il giudice amministrativo, l'assessore riluttante, il giudice contabile, il pargolo scapestrato del parlamentare, il genero del capo corrente, il procuratore cui si chiede di farsi quietista e guardare da un'altra parte. È il modo di creare intorno al sistema un muro di supporters e un anello di complicità."

icon1 icon2 "La ricostruzione" (PRESADIRETTA, Rai Tre, 21/02/2010)

"La ricostruzione". Riccardo Jacona va a L'Aquila per scoprire a che punto sono i lavori di ricostruzione dopo il terremoto del 6 aprile scorso.

icon1 icon2 Berlusconi ''scopre'' la corruzione (di Mario Baldassarri, Paolo Gentiloni, Claudio Tito, Teresa Crespellani, al. - Repubblica RadioTv / la Repubblica.it, 19/02/2010)

Interessante disamina di Teresa Crespellani sulle competenze dal Dipartimento della Protezione civile: da quelle originarie previste dalla Legge istitutiva (n. 225/92) allo stravolgimento operato a partire dal Decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343 (convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001). Fino all'analisi critica delle attività (sia quelle indebite sia quelle omesse) rilevabili in base al comportamento dalla Protezione civile nel caso del terremoto d'Abruzzo.

icon1 icon2 Gelatina (annozero, Rai Due, 18/02/2010)

L’inchiesta sulla Protezione Civile sta svelando un sistema di interessi che coinvolge politici, dirigenti pubblici e imprenditori e che sembra penetrare a fondo nel sistema amministrativo. Gli arresti per la gestione del G8 previsto e mai fatto a La Maddalena e le indagini sulla Protezione Civile in cui è indagato il sottosegretario Guido Bertolaso, stanno portando alla luce un meccanismo di corruzione che avrebbe avuto come elemento di scambio non solo il denaro ma anche auto di lusso, ristrutturazioni di case e prestazioni sessuali. L’indagine in corso interessa la gestione dei Grandi eventi da parte della Protezione civile, le delibere in emergenza anche per appuntamenti fissati da anni e la mancanza di controlli.

icon1 icon2 Quella strana rete di magistrati amici e alla fine Toro si dimette (di Rita Di Giovacchino - l'AnteFatto, 18/02/2010)

La cricca dei magistrati corrotti. Ecco qual è il problema in magistratura. Non le toghe rosse bensì - da che mondo è mondo - quelle deviate, massoniche, compiacenti e servili. Prendete 100 magistrati. Dategli una famiglia, dei figli. Chi glie lo fa fare di mettersi a fare i "comunisti"? Che è poi applicare l'art. 3 della Costituzione, quello per cui "la Legge è uguale per tutti"? Perché dovrebbero mettersi nelle grane (come ha ieri sottolineato Piercamillo Davigo in un intervista a Marco Travaglio su 'il Fatto Quotidiano') per compiere semplicemente il loro dovere? Non è la prima volta che si scoprono 'toghe NERE' all'interno della magistratura. E spesso queste toghe nere vengono condannate con sentenza. Queste non sono dicerie, non sono i soliti sospetti di cospirazione anti-governativa e di usurpazione del trono da parte dei leoni, non sono facili e qualunquistici slogan. Questi sono fatti. Fatti di corruzione giudiziaria bella e buona. Che danno ragione al comune buon senso. Che non stanno contro il potere privato ma anzi dalla parte del potere privato e contro il diritto. Portano i nomi di Squillante, Metta, Carnevale; Lombardi, Favi, e gli altri colleghi-iena di De Magistris presso la Procura della Repubblica di Catanzaro; sono i colleghi della Forleo presso la Procura della Repubblica di Milano; quelli di Falcone presso la Procura della Repubblica di Palermo; si chiamano Tufano, Genovese e le altre 'Toghe Lucane'; sono i giudici della Mastella connection. Mi fermo qui, ma ce ne sarebbe per un servizio a settimana, volendo. L'unico problema che ha la magistratura è garantire che i suoi uomini facciano esclusivamente il mestiere che hanno liberamente scelto e per cui sono pagati. Che i singoli magistrati, tutti, si sottraggano ad un principio generale che da sempre vuole che i poteri forti si uniscano ad altri poteri forti: notabili, baroni, massoni, piduisti, mafiosi - per sfruttare la massa dei peones; che servano solo lo Stato ed il bene comune, applicando soltanto ed imparzialmente la Legge. Per questo la magistratura dello stato liberale è stata creata. Per fermare l'arroganza dei potenti contro i deboli. E' questo il suo compito e se una riforma va fatta, (e va fatta) essa deve servire ad evitare - con le buone o con le cattive - che un giudice cada nella facile tentazione di farsi comprare come qualsiasi altro membro della società. Questa riforma - sconfiggere la corruzione dei magistrati - deve vedere tutti i deboli ed indifesi impegnati in un unico fronte comune.

icon1 icon2 "Oggi la casta dei corrotti fa quadrato" (di Marco Travaglio - l'AnteFatto, 17/02/2010)

Intervista al giudice Piercamillo Davigo: "Si ruba di più ma i partiti non mandano a casa nessuno".

icon1 icon2 Corruzione, l'allarme della Corte dei conti: "Nel 2009 le denunce aumentate del 229%" (la Repubblica.it, 17/02/2010)

«La corruzione "è diventata un fenomeno di costume", una "patologia grave" che nel 2009 ha fatto registrare un aumento di denunce alla Guardia di finanza del 229% rispetto all'anno precedente, nonché un incremento del 153% per fatti di concussione. E' la denuncia del procuratore generale e del presidente della Corte dei Conti, Mario Ristuccia e Tullio Lazzaro, in occasione della cerimonia di apertura dell'anno giudiziario. Contro queste condotte illecite individuali, le pubbliche amministrazioni "troppo spesso" non attivano i necessari "anticorpi interni". "Il Codice penale - sottolinea Lazzaro - non basta più, la denuncia non basta più. Ci vuole un ritorno all'etica da parte di tutti. Che io, purtroppo, non vedo". Per legge, ha poi spiegato Lazzaro, "non c'è un controllo della Corte sulle ordinanze della Protezione Civile."»

icon1 icon2 Bertolaso e quello scemo di Giuliani (di Claudio Messora - Byoblu.com, 16/02/2010)

Così fu Guido Bertolaso in persona a decidere di chiudere la bocca a Giampaolo Giuliani, il ricercatore che lanciò l'allarme di un terremoto imminente in Abruzzo che poi ebbe effettivamente a verificarsi il 6 aprile 2009. Lo fece d'impulso e con pregiudizio, in un modo che è tipico degli uomini che non sanno dialogare e che usano la loro funzione per prevalere personalmente sugli altri: con il discredito, l'offesa e l'intimidazione a mezzo denuncia alla magistratura. Ritroviamo qui tutte le caratteristiche del superuomo Bertolaso che già è noto a tutti: presuntuoso fino all'arroganza. E fu Bertolaso a volere che la riunione della Commissione Grandi Rischi del 31 marzo 2009 anziché stabilire la verità della situazione avesse come vero scopo non dichiarato tranquillizzare le masse. Lo chiameremo anti-allarmismo, un atteggiamento comunque sbagliato perché preconcetto: nel tentativo di realizzare i buoni propositi auspicati, si dimentica della realtà e del dovere di darne veritiera informazione alla popolazione. Per quell'atteggiamento irresponsabilmente omissivo, costato 300 morti, pendono alcune denunce - tra cui una inviata da Claudio Solarino alla procura della Repubblica dell'Aquila l'8 maggio 2009 (copia on line all'indirizzo internet http://docs.google.com/fileview?id=0B335EMKBO35ONTNlNmE5NmUtNjNlNS00MDNhLWE0OTItODdjOTUxN2JmNzMx&hl=en_GB). Chi vivrà, vedrà.

icon1 icon2 Così hanno espropriato Costituzione e parlamento (di Eugenio Scalfari - la Repubblica.it, 14/02/2010)

"Più aumenta il potere degli uomini del fare e più dovrebbero aumentare i controlli, le regole, i limiti. Ma se i controlli vengono smantellati, allora il potere del fare diventa un requisito negativo e questa è appunto la situazione che due anni di dittatura del cosiddetto fare ha creato. (...) La legge base sulla Protezione e sulle Ordinanze risale al 1992 ed è perfetta sotto ogni punto di vista, in raccordo con la giurisprudenza e con successive sentenze della Corte costituzionale. Quella legge autorizzava la Protezione civile 'a passare col semaforo rosso' in caso di catastrofi naturali di importanza nazionale, fermo restando il controllo della Corte dei Conti sui rendiconti delle spese sostenute." Da allora le ordinanze sono aumentate a dismisura (da un paio all'anno nel periodo 1994-2001 fino a una media di una settantina successivamente - 87 nel 2008 ultimo anno di cui hanno dati completi), e il campo di azione della Protezione civile si è esteso ai cosidetti Grandi eventi diversi dalle catastrofi naturali con le leggi del 2002 e del 2005. Vige l'esclusiva discrezionalità dell'esecutivo, anzi della presidenza del Consiglio, senza ingerenze di poteri esterni. Il ruolo di controllore della Corte dei conti è stato eluso di fatto ed anche di diritto (vedi da ultimo il ddl sul processo breve appena approvato in Senato). Il sottosegretario alla Protezione civile è anche direttore del Dipartimento della Protezione civile. Il mito del fare, la concezione 'dittatoriale' per l'efficacia, si è dimostrata per quello che è sempre stata: un fallimento totale sul piano della democrazia. Tutto scontatamente previsto. Berlusconi saprà ben arrichire sé stesso in ogni modo ma di politica non capisce assolutamente nulla.

icon1 icon2 Il Grande regno dell'emergenza (di Alberto Statera - la Repubblica.it, 11/02/2010)

La "Bertolasocrazia". Il plenipotenziario della Protezione civile ha collaborato con 14 governi. Il suo primo referente fu Andreotti

icon1 icon2 G8 sardo, indagato Guido Bertolaso, arrestato Balducci, responsabile dei lavori (di Maria Elena Vincenzi, Franca Selvatici - la Repubblica.it, 10/02/2010)

Più le strutture di governo sono emergenziali, più devono essere sciolte da impacci amministrativi allo scopo di agevolarne in massimo grado la speditezza d'intervento, e questo è ovvio. Ciò che invece appena meno ovvio è che queste strutture, per la stessa ragione, hanno un altissimo grado di rischio di delinquere (a meno che non si voglia sostenere una ormai esageratamente anacronistica teoria della naturale bontà umana). Proprio per questa ragione esse vanno 'diversamente-ma-maggiormente controllate' attraverso atti ed organismi di vigilanza successiva assolutamente indipendenti ed integerrimi. Al sommo degli apparati di emergenza dello Stato, sta, forse insieme ai Servizi segreti per la protezione dello Stato, la Protezione civile. Sulla quale tali controlli non ci sono. Ed ecco avverarsi quando è solo appena meno ovvio della loro importanza strategica. La loro delinquenza. E' proprio questo ciò che - secondo la procura della Repubblica di Firenze - si sarebbe verificato in occasione dell'assegnazione degli appalti alla Maddalena per il G8-2009 poi spostato a L'Aquila.

icon1 icon2 Un anno dopo mi batto ancora in nome di Eluana (di Beppino Englaro - la Repubblica.it, 09/02/2010)

Tanto rumore per nulla. Avevano le fregole ai posteriori, esattamente un anno fa. Per salvare, con un provvedimento normativo teso a retroagire su una sentenza definitiva, colei che non voleva essere salvata. Poi per evitare ad altri sfortunati di essere salvati contro la loro volontà. A forza di sondini e eticità di Stato. Ed insistono, un anno dopo, in testa e lancia in resta il ministro Sacconi (inquisito per aver osato opporsi a diritto e giustizia con una banalissima circolare). Intanto la legge che doveva semplicemente servire a garantire il diritto naturale alla dignità personale del vivere ancora non c'è. E rischia di diventare una reale minaccia a quel diritto naturale. Questo è il potere. Un cannibale.

icon1 icon2 L'obbligo di chiarire quella leggenda nera (di Giuseppe D'Avanzo - la Repubblica.it, 09/02/2010)

"...se fondate, quelle accuse sono catastrofiche per la nostra democrazia (un uomo, che si è fatto imprenditore con il denaro della mafia e politico con la sua protezione, governa il Paese)."

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