LETTERA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO: CONTATTI TRA ESECUTIVO E CORTE COSTITUZIONALE
Caro Presidente,
Le scrivo di domenica, perché da ieri la mia preoccupazione sulle sorti democratiche del mio Paese è diventata allarme. Non so Lei, io stanotte ho dormito molto male.
Se il nostro Stato si fonda sulla separazione dei poteri, trovo grave che vi siano contatti (che dovrebbero esaurirsi nella nomina di 5 membri da parte della funzione legislativa) che assurgono a vere e proprie relazioni tra 3 alti esponenti dell'esecutivo e 2 parlamentari da una parte e 2 membri della Corte Costituzionale dall’altra.
Non è necessario sottolineare che questi contatti si svolgono abusando degli ampi termini che la Corte si è data per esprimersi sulla costituzionalità del lodo Alfano.
Ma ciò rende inaccettabile l'incontro è che esso si sia svolto nella privata dimora di uno dei Giudici della Consulta, in forma riservata. Esso è stato scoperto solo grazie allo scrupolo di un giornalista dell'Espresso.
Uno dei membri dell’esecutivo è oggi coinvolto nel processo che ha già visto condannato l’avvocato David Mills, salva una sospensiva disposta proprio da tale lodo che impedisce temporaneamente di procedere contro di lui.
La rispettabilità e la terzietà dei 2 componenti Luigi Mazzella e Paolo Maria Napolitano - qualora la minimalità del fatto, cioè l'effettivo svolgimento dell'incontro a prescindere dai contenuti della discussione, venisse accertata - sono irrimediabilmente compromessi. Quell'incontro ne rende incompatibile l'ulteriore prosecuzione delle funzioni all'interno della Consulta.
Mi chiedo però se i responsabili dall'una parte e dall'altra non debbano essere ritenuti responsabili di oltraggio alla Costituzione e pagare il prezzo di tale oltraggio.
In qualità di Garante della Costituzione, Le chiedo di intervenire con la massima determinazione sulla questione, allo scopo di accertare la verità dei fatti e assumere tutti i provvedimenti necessari per ciò che ritengo sia un salvataggio ormai indispensabile ed estremo della democrazia e dello Stato di diritto del nostro Paese.
RingraziandoLa per l'attenzione, porgo rispettosi ossequi,
Claudio Solarino
n. Milano 02/02/1964